

Nei giorni scorsi la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha emesso una sentenza contro la Spagna colpevole di violare la libertà d’impresa e di concorrenza delle catene della grande distribuzione di tutta Europa, Italia compresa, imponendo vincoli rispetto alla libertà di insediamento previsto dal Trattato Comunitario.
“Un fatto positivo, commenta Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione, perché rinsalda il concetto di libertà d’impresa che noi sempre affermiamo. Siamo infatti convinti che gli impianti normativi degli Enti locali in materia urbanistica e di programmazione commerciale non debbano vincolare lo sviluppo del commercio con limiti quantitativi (numero di nuovi punti vendita, metri quadrati complessivi di superfici), ma si debbano orientare soprattutto a stabilire i termini qualitativi che devono essere osservati per i nuovi insediamenti, come la tutela dell’ambiente e il rispetto delle norme di sicurezza”. “Ci auguriamo, continua il Presidente di Federdistribuzione, che questa affermazione di principio da parte della Corte di Giustizia Europea possa servire anche all’Italia, in cui a livello nazionale è già stata recepita la Direttiva Bolkestein finalizzata a garantire maggiore libertà e concorrenza nell’ambito dei servizi, ma che in realtà si presenta a macchia di leopardo: una situazione che crea costi e inefficienze per aziende che operano in ambiti nazionali o ultraregionali come quelle della distribuzione moderna”.
Di parere opposto Giuseppe Dell’Aquila, Responsabile dell’Area Legislativa di Confesercenti: “non è una bella notizia per noi. La sentenza sul caso spagnolo inciderà sulle programmazioni di nuove aperture in Catalogna, la Regione chiamata in causa, e potrebbe avere risvolti anche in Italia, dove alcune Regioni mantengono ancora limitazioni alle inaugurazioni della gdo. Speravamo che tra le restrizioni alle libertà di stabilimento fossero previste tutele per i piccoli esercenti che ogni giorno manifestano l’esigenza di un intervento politico che permetta loro di restare ‘vivi’. Auspichiamo che si possa trovare uno strumento per sostenere i più piccoli. Forse si può raggiungere lo stesso obiettivo con sistemi meno drastici”.
A parte i commenti scontati delle parti in causa, è pensabile in un paese con il nostro tessuto commerciale liberalizzare completamente le nuove aperture per gruppi della Grande Distribuzione? Di colpo cadrebbero i feudi storici di molti Gruppi e sicuramente la concorrenza si farebbe più forte, con evidenti vantaggi per i consumatori. E forse l’aumento della concorrenza riguarderebbe più l’ambito della GDO stessa che quello tra quest’ultima ed il commercio tradizionale.
Fatto sta che ogni volta che nel nostro amato Paese si parla di concorrenza vera qualcosa si incepa sempre. Voi cosa ne pensate?
Fonte: gdonews.it
