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Rivoluzione del format Ipermercati: Carrefour chiude un’epoca ed apre una nuova era


Carrefour fu la prima azienda nel mondo della Distribuzione Alimentare a dare vita al format Iper nell’anno 1963 a Sainte-Geneviève-des-Bois, vicino Parigi. Allora non si chiamava “Hypermarchè”, il nome venne inventato tre anni più tardi ancora da un francese, Jaques Pictet, specialista del settore. In seguito Carrefour ed i suoi rivali nazionali (Auchan e Lecler) hanno dominato l’Europa con la loro “invenzione”. Il gigante francese ha sempre avuto come mercato di riferimento, in termini di fatturato, quello del proprio Paese arrivando a detenere, alla fine dello scorso anno, la ragguardevole quota del 24% del mercato. Nonostante le conquiste mondiali la vedano competere sempre più duramente con l’altro colosso mondiale Wal Mart, ed in Asia il successo della catena non lascia nessun dubbio di sorta, in Europa e soprattutto in Terra Madre le cose non vanno più bene da diverso tempo. Nel 2009 Carrefour ha subìto, in Francia, un calo delle vendite del -2,9%, inoltre la nota ed autorevole rivista “Que Choisir?”, in pratica l’Altroconsumo francese, in un sondaggio ha rilevato come il gigante francese sia considerato così poco interessante e conveniente da posizionarsi al 9° posto di 12 disponibili, relativi al gradimento. Insomma la strada del disastro era già stata imboccata nonostante i successi asiatici, bisognava dare una svolta. L’AD esecutivo di Carrefour Lars Olofsson non ha perso tempo, due anni di analisi e di studi, ben 50.000 interviste svolte ai clienti nelle aree vendita, i conseguenti studi delle stesse interviste ed infine le decisioni: il 25 Agosto a Lione, anzi nella sua periferia, sono sorti i primi due “Carrefour Planet”, altri due saranno testati in Spagna alla periferia di Madrid nei prossimi giorni ed uno in Belgio a Bruxelles. Poi dal 2011 la rivoluzione sarà allargata a tutta l’Europa, Italia compresa. Di cosa si tratta?

Il nuovo concetto di Ipermercato si allontana definitivamente dalla concezione di area vendita a corsie con raggi paralleli e perpendicolari con la corsia centrale prevalente, per dare spazio ad una zona aperta disciplinata in otto aree (spazi) a tema: mercato, prodotti biologici ( categoria molto approfondita), bellezza, alimenti surgelati, moda, bambino, casa, multimediali e di intrattenimento. Alcune aree sono concepite assieme a grandi partner specializzati: ad esempio la Virgin gestisce, all’interno dell’intrattenimento, le offerte culturali, così come la Apple ha un suo corner all’interno del multimediale. Nel reparto bellezza, estremamente curato ( “il 75% dei nostri clienti sono donne” ha detto Olofson), la partnership della L’Oreal ha portato alla istituzione di un “bar make-up”: i clienti possono testare i prodotti attraverso una tecnologia a specchio virtuale, come anche provare una parrucchiera Express al prezzo di 10 euro.

L’abbandono degli spazi scuri con l’arrivo di una intensa luminosità è un punto fondante del nuovo format, così l’offerta nella zona dedicata ai prodotti freschi e coltivati si è trasferita in uno dei due ingressi del negozio e comprende frutta fresca e verdura, negozi di alimentari (formaggi, salumi, prodotti da forno, cantina), latticini e organica, il tutto in uno spirito di mercato a cielo aperto ed illuminato come sotto il sole. Ma è sul non food che i cambiamenti sono più radicali. Tutto nasce da un concetto molto semplice: nei grandi apparecchi elettrici, tv o dello sport, gli ipermercati devono affrontare la concorrenza duplice degli altri competitor e degli specializzati (Boulanger, Decathlon …) oltre ai siti e-commerce. Qui il Gruppo ha subìto i cali più ingenti. I tagli sono profondi in termini di assortimento, e la suddivisione in spazi deve ridare forma alla nuova offerta.
Poi gli eventi: già Wal Mart anni fa si era accorta che il format Ipermercati doveva essere supportato da alcuni eventi in grado di portare il consumatore in “piazza”, ebbene Carrefour riprende lo stesso concetto e lo approfondisce; 2.000 mq dedicati agli eventi: al centro del «marché», ad esempio, in mezzo a frutta e verdura fresca, si organizzano corsi di cucina e di dietetica. E l’ipermercato offre nuovi servizi, come quello di babysitter ed il già citato “coiffure express”, un taglio di capelli a dieci euro.
Rimane da vedere se il posizionamento prezzi, grande problema incriminato dai consumatori, sia all’altezza dei tempi attuali.

Fonte: gdonews.it

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